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Lo sfogo e la denuncia di una vicentina “Pestata per vent’anni, ora dico basta”

«Trovi la forza di lasciarli solo quando capisci che quel pugno avrebbe potuto essere l’ultimo e che ancora una volta hai rischiato di morire»

VICENZA. «Affascinante, brillante, di successo. Fuori casa. Dentro, quando nessuno lo vede, è un altro uomo. E allora ci sono i pugni, i calci, le sberle, gli sputi. Ma anche le umilizioni e la violenza psicologica. Adesso, dopo vent’anni d’inferno, dico basta. Non ho mai avuto il coraggio di denunciarlo, nemmeno quando arrivavo al pronto soccorso piena di ferite. Sui referti c’era “picchiata da persona nota” ma il suo nome non avevo la forza di dirlo. Lo amavo e ho continuato a illudermi che forse le cose sarebbero migliorate. E poi chi mi avrebbe creduta? Per tutti la carogna ero io. Lui è sempre stato abile a mettermi in cattiva luce. Però adesso basta. Ho deciso di lasciarlo, dovrò cercare di rimettermi in piedi. Di riunire i cocci della mia vita, perché ormai altro non sono».
I SEGNALI. Lei ha 50 anni, un lavoro, un marito che è fa il manager, una bella casa nell’hinterland vicentino. Il suo nome non può comparire, perché è una vittima e deve essere tutelata. Da fuori la sua vita è perfetta. Ed era quella che probabilmente si era immaginata quando lo ha sposato. (…)

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