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Genitori separati, figli condivisi: orientamenti per i genitori che attraversano la separazione.

La separazione intesa come rottura dei legami familiari, rappresenta sicuramente per tutti i suoi protagonisti, una delle esperienze più difficili da affrontare e gestire nel corso della vita.

Ciò nonostante, non è in sé l’esperienza della separazione ad essere causa dei disagi emotivi dei propri figli, pur costituendo nel percorso della loro crescita, un fattore di rischio e vulnerabilità. Importanti ricerche hanno dimostrato una stretta correlazione tra conflitto tra i genitori, uniti o separati, e malessere psicologico dei figli (Amato e Rezza, 1994; Camara e Resnick,1988; Elliot e Richards,1992; Emery e Forehand,1994; Jenkins,Smith e Graham,1988; Jenkins e Smith,1990).
Soprattutto, infatti, quando la conflittualità della coppia coniugale è molto alta, la separazione viene ad essere per il figlio un’esperienza ripartiva, in quanto, questo passaggio lo solleva dall’angoscia e dallo stress derivante dall’essere frequentemente esposto ai litigi dei propri genitori.
Le statistiche, in quest’ambito, ci dicono che l’80% dei figli di divorziati, diventano adulti ben adattati e con un adeguato equilibrio della sfera emotiva. Al contrario, il restante 20%, sperimenta nel corso della propria esistenza difficoltà psicologiche e sociali che interferiscono in modo significativo nelle principali aree di espressione personale. Da adulti, questi soggetti, hanno il doppio di possibilità di sperimentare disturbi psichici, incorrere in condizioni di dipendenza e vivere relazioni intime fallimentari.
Partendo da tali considerazioni, anche la separazione se sostenuta dalla consapevolezza e da una elaborazione adeguata della perdita, può costituire un momento di crescita personale in cui rivedere delle parti del proprio Sé e della storia familiare.
E’ opportuno tenere presente, che nelle diverse tappe evolutive dei bambini, si avvicendano naturalmente le emozioni negative come l’ansia, la paura, la tristezza, la rabbia, ma queste sono in un buon contesto relazionale, contenute, controllate e trasformate attraverso le relazioni con le figure d’attaccamento (genitori, nonni, figure di riferimento).
La presenza di un’accesa conflittualità e la rottura del legame tra i genitori fa emergere nei figli e soprattutto nei più piccoli, delle risposte di forte ansia, angoscia e timore di essere abbandonati, a causa della mancanza di punti di riferimento chiari e rassicuranti, costringendo talvolta il figlio ad estenuanti ricerche di garanzie di certezza e di riferimenti affettivi stabili.
In particolare, nel caso in cui il figlio sia coinvolto come testimone, confidente e alleato, o chiamato a sostituire il genitore mancante, si pongono le basi per un’alterata evoluzione della sua personalità, che si manifesta, nel tempo, con una difficoltà a sviluppare relazioni intime gratificanti.
In particolare, quando uno dei due genitori costringe il figlio a schierarsi dalla sua parte, fa si che il figlio stesso viva la “perdita” dell’altro genitore. In tal caso il figlio, oltre a perdere la possibilità di essere amato ed amare entrambi, si troverà nel tempo a sentire di non poter costruire una relazione fiduciosa con il genitore a lui vicino, in quanto la distruzione dell’immagine interiorizzata di un genitore, comporta necessariamente la perdita anche dell’altro. Questi aspetti relazionali disarmonici determinano, nel figlio, importanti vissuti abbandonici che possono esprimersi sul piano sintomatologico con ansia, irritabilità, disturbi psicosomatici e sul piano relazionale, con la difficoltà a stabilire rapporti affettivamente importanti per il timore di essere abbandonati.
Valutare caso per caso, comporta tenere in debito conto l’età del figlio, il livello dello sviluppo psicoaffettivo raggiunto e le risorse a lui utili, per reagire agli eventi stressanti e traumatici.Al fine di prevenire il più possibile il disagio dei figli si possono fornire ai genitori alcuni semplici orientamenti per aiutarli ad affrontare al meglio l’esperienza della separazione.

Orientamenti per la fase di pre-separazione :

Comunicate insieme, in un clima il più possibile sereno, l’intenzione della separazione

Chiarite che nella scelta di separarvi, vostro figlio non ha avuto alcuna responsabilità in quanto i bambini tendono a colpevolizzarsi.

Spiegate che la separazione è definitiva per evitare false aspettative e illusioni.

Aiutate vostro figlio a riconoscere ed affrontare la sofferenza, in quanto i bambini tendono a negarla.

Sostenete con vostro figlio la possibilità di essere amato da entrambi, evitando schieramenti e alleanze dell’uno contro l’altro.
Orientamenti per la fase di post-separazione :

· Dimostrate entrambi a vostro figlio, il vostro affetto e rassicuratelo del fatto che malgrado separati vi occuperete di lui, cercando di dedicargli più tempo.

· Non litigate in sua presenza ed evitate ogni forma di complicità che lo porti a diventare giudice o arbitro dei comportamenti degli adulti di riferimento.

· Permettete a vostro figlio di vedere con regolarità il genitore separato. I figli hanno bisogno di entrambi i genitori.

· Evitate discussioni e concordate con chiarezza e precisione i tempi e le modalità con cui stare con lui.

· Mantenete la comune responsabilità genitoriale sulle questioni che riguardano la vita di vostro figlio per ciò che riguarda la salute, la scuola, il tempo libero.

· Prendete decisioni insieme e agite coerentemente a queste.

· Evitate di screditare e giudicare il genitore assente; anzi rassicurate, il più possibile, vostro figlio dell’affetto dell’altro genitore.

· Mantenete nel nuovo stile di vita ed in entrambe le abitazioni, le regole che vostro figlio ha appreso nel corso della sua crescita.

· Evitate l’eccessiva indulgenza nei confronti di vostro figlio, non concedete facili privilegi per attirarlo a voi, questo oltre ad aumentare le pretese aumenta il suo disorientamento.

· Rinforzate i ricordi positivi del passato ed aiutate a collocare quelli negativi nella storia personale di vostro figlio, condividendo con lui emozioni e stati d’animo.

· Per presentare un nuovo partner, cercate le modalità ed i tempi più adatti a vostro figlio. Evitate ogni competizione con l’altro genitore e permettete al nuovo partner di stabilire rapporti buoni ed affettuosi con vostro figlio.

· Raggiunta una buona qualità di rapporto tra nuovo partner e l’altro genitore, è positivo, nel tempo, cercare di condividere le festività, le cerimonie, i compleanni, gli incontri con la scuola, gli eventi sportivi e tutti quegli eventi che vedono vostro figlio, in qualche modo come protagonista, così da consentirgli di non rinunciare alle diverse figure affettive.

Concludo ricordando, come è stato evidenziato dalla L. 8 Febbraio 2006, n. 54, che il figlio per crescere, ha bisogno di entrambi i genitori e della loro alleanza nel fornirgli un’educazione condivisa.
Mentre la madre rappresenta sempre, nel cammino evolutivo dei figli, la condizione dell’esistere, il ruolo del padre deve essere quello di aiutare, ciò che esiste, a divenire. In questo lavoro di crescita, i due genitori devono diventare i collaboratori di queste forze propulsive, in una sorta di condivisione dei compiti che si deve tradurre in una vera e propria “alleanza genitoriale” nell’educare i propri figli e prepararli a camminare nel percorso della vita.
Dott.ssa Olimpia Degni Psicologa Psicoterapeuta

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